La Mostra di Mutinelli

Sculture da Toccare

Sala gremita di persone, Sindaco e giunta comunale al gran completo. L’entusiasmo con cui Muggiò ha accolto l’inaugurazione di “Ispirazione Téchne. Corpo a corpo con la scultura“, la personale della scultrice Elena Mutinelli, è stato davvero travolgente, con tanto di gruppo di ritardatari accalcati all’ingresso del centro Pasolini per mancanza di spazio. Una vera festa dedicata all’arte e un riconoscimento pubblico della grande qualità dell’artista e, nuovamente, delle proposte della Cooperativa Edificatrice.

“Dopo i mondi della pittura, della ceramica e del vetro ci dedichiamo quest’anno alla scultura con una personale di un’artista che ha fatto dello studio e della ricerca sul corpo umano la sua missione”, ha introdotto il presidente Antonio Marucci citando il percorso artistico e personale dell’artista: “Nipote dello scultore Silvio Monfrini, Elena Mutinelli ha frequentato lo studio di Gino Cosentino, a sua volta allievo di Arturo Martini e nel 1990 si è laureata alll’Accademia di Brera. Collabora con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e per anni ha diretto il cantiere degli scalpellini presso la Casa di reclusione di Opera, riproduce delle sculture e degli ornati del Duomo”.

Gli fa eco il sindaco Maria Fiorito che si è documentata e cita con ammirazione gli elogi dedicate alla Mutinelli da critici artistici di rilievo “la scultrice italiana più significativa del Duemila” e – ancora – “un Michelangelo del terzo Millennio”. “Una occasione di qualità per conoscere e amare l’arte, un regalo prezioso che la Edificatrice anche quest’anno fa a tutta la città di Muggiò”.

“La mostra più “difficile” degli ultimi anni – commenta il curatore Vittorio Amedeo Sacco, ripercorrendo i progetti studiati con la Edificatrice fino all’esposizione attuale. “Un’artista che non cerca di ingraziarsi il pubblico ma che propone il suo percorso personale di studio e di ricerca plastica nel difficile mondo della scultura, la sua analisi del corso umano attraverso il marmo e gli schizzi preparatori che accompagnano le opere. Bianchi e grigi, non vuole strizzare l’occhio e compiacere il pubblico ma presenta se stessa”. Nelle sale del centro Pasolini, nessuna indulgenza al colore, ma un percorso fittissimo che mette in mostra tutte le fasi artistiche della scultrice, quasi 30 anni di lavoro, dal classicismo più accademico alla ricerca personale.

“Devo ringraziare la Edificatrice – precisa subitoElena Mutinelli, con grande emozione e il sorriso splendente della soddisfazione – che mi ha dato questa opportunità, più unica che rara, di concentrare in queste sale così tante opere, così tanti lavori, scegliendoli in funzione del loro significato nel mio percorso personale di scultrice. Per la fiducia, l’aiuto e il supporto e la disponibilità. Spostare così tante opere e di questo genere non è davvero una cosa da poco”.

Il colpo d’occhio, in effetti, è impressionante: non solo disegni appesi e opere alle pareti ma anche al centro delle sale in un itinerario fra figure di marmo, fra sagome umane, muscoli, mani e corpi tesi in posizioni plastiche. L’umanità, la grandezza dell’uomo, la forza e ferocia, così come la sua fragilità prendono vita in forme di marmo.

“Sculture da toccare”, spiega toccando con entusiasmo le opere lo scultore muggiorese Giorgio Galletti : “Una scultura la si sente anche con le mani, si tastano le forme che l’artista è stato capace di regalare a una materia, tanto dura ma allo stesso tempo tanto fragile, come il marmo: non si può rifare, ogni gesto è unico e irripetibile, ogni pezzo di marmo ha in sé una sua figura, una e una soltanto”. Decenni fa Galletti ha lavorato con il nonno della Mutinelli, famoso scultore autore del monumento in bronzo a Francesco Baracca, che orna il giardino dell’omonima piazza di Milano. E’ accorso per conoscere e salutare sua nipote e con sorpresa ritrova parte dell’artista che aveva conosciuto: “Lo ritrovo qui, nelle opere: l’immenso lavoro, la dedizione, l’impegno e la grande fatica, difficili da immaginare per chi non è sa cosa significa lavorare il marmo”.

Ha chiuso l’inaugurazione un altro momento importante: i festeggiamenti pubblici della ricorrenza dei 95 anni della Edificatrice. Per l’occasione le porte della sala dei Padri fondatori di via Galvani si sono aperte a tutta la cittadinanza con un buffet e un brindisi insieme ai soci e gli amici che hanno vissuto questo percorso di cooperazione.

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