In gita tra Carpi e Modena

Amanti dell’arte e della cultura, appassionati gourmet e cultori delle tradizioni. La gita sociale di settembre saprà soddisfare tutti i soci della Edificatrice con un programma che non dimentica proprio nessuno. Il 27 settembre partiremo insieme alla volta dell’Emilia Romagna per una intensa giornata dedicata alla storia, all’arte e all’enogastronomia. Ad accoglierci saranno i fasti rinascimentali di Carpi prima e i gioielli medievali di Modena a seguire, con una pausa golosa e imperdibile alla scoperta della centenaria tradizione dell’aceto balsamico tradizionale di Modena.

In mattinata ci regaleremo una passeggiata nel centro storico di Carpi, che per tutto l’ottocento ha richiamato viaggiatori da tutta Europa. Partiremo dall’ampia piazza dei Martiri, la terza più grande d’Italia, con le sue 52 arcate del portico lungo ben 212 metri. Con la sua calma e rigorosa monumentalità, questa piazza è stata il cuore politico, religioso ed economico dell’antica signoria dei Pio che, prima dell’arrivo degli Estensi, dal 1319 al 1525 ha dominato il borgo portandolo al suo massimo splendore architettonico e culturale. Su Piazzale re Astolfo ammireremo poi il signorile Palazzo dei Pio, rinomato per il bramantesco cortile d’onore e i cicli affrescati degli appartamenti del principe, così come per il bastione circolare dell’Ucceliera, la torre del Passerino e la seicentesca torre dell’Orologio. Chiudono lo spazio della piazza altre linee, dalle assonanze raffaellesce, quelle della Basilica Cattedrale dell’Assunta, progetto sviluppato l’architetto rinascimentale Baldassarre Peruzzi ispirandosi nientemeno che alla Basilica di San Pietro a Roma.

Da Carpi proseguiremo per Sorbara per una tappa alla vecchia Acetaia Paltrinieri, dove nasce il famoso aceto balsamico tradizionale di Modena. Qui scopriremo il misterioso e antico processo che porta alla nascita dell’oro nero, patrimonio di questa terra, con tanto di degustazione al cucchiaio del Balsamotto e di due tipi di Aceto balsamico tradizionale di Modena (con ben 12 o 25 anni di invecchiamento). Seguirà un pranzo presso l’agriturismo gastronomico nella corte ottocentesca dell’acetaia. Ci attende un menu sfiziosissimo, ritmato dalle note agrodolci dell’aceto balsamico tradizionale di Modena e dai sapori più autentici di questo territorio: dai salumi della bassa modenese accompagnati dalle tigelle ai piatti più tipici di questa terra, inebriati da Pignoletto e Lambrusco di Sorbara, e per chiudere un intenso nocino.

Il pomeriggio sarà dedicato alla città di Modenae ai suoi gioielli medievali, già riconosciuti dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità: ilDuomo, opera del grande architetto Lanfranco, ornato dalle famose figure dello scultore Wiligelmo; l’adiacente Piazza Grande, da sempre anima della città dove sono avvenute tutte le vicende che ne hanno segnato la storia, dalla sepoltura del Patrono San Geminiano nel 397 all’edificazione della chiesa, dalla nascita del libero comune alle esecuzioni capitali, dai combattimenti e dagli alberi della libertà in epoca rivoluzionaria alle processioni e messe solenni, fino al mercato giornaliero che la rese “piazza delle erbe” fino ai primi del Novecento; e, infine, la slanciata torre Civica simbolo di Modena, che deve il vezzeggiativo Ghirlandina con cui è più conosciuta alle aggraziate balaustre che ne incorniciano la guglia, “leggiadre come ghirlande”.

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